Nota dell’autore: questo scritto diviso in 3 parti, è il primo esperimento di articolo per questo sito... Mi auguro sia di vostro gradimento, con la speranza di crescere con l’esperienza... In questo "piccolo" articolo ho parlato della nostra odierna avventura, ossia, il tentativo di portare avanti un'attività di abbracci gratis. Abbiamo inoltre allestito una bancarella in cui vend... regalavamo a chi ci faceva la cortesia di farci un'offerta, qualche opera di artigianato peruviano.. PREPARAZIONE
E così, ecco gli Hacker all’opera. Ispirandoci ad alcuni precedenti imprese di eroici personaggi dall’arancion bandiera (e non solo), ci siamo addentrati fra la stretta rete umana che da decenni caratterizza il ben noto mercato castelnovese, nel nobile tentativo di far conoscere noi e la nostra missione. E fu così che, sguainando le nostre lame di calda amicizia, ci siamo fiondati sulla folla ignara... Ma prima di dilungarmi sui vari stadi di questa nostra nobile impresa, vorrei soffermarmi sui gradini che ad essa ci hanno guidati... E così passiamo al pomeriggio di ieri, in cui l’unico esemplare vivente di Zoso (che, oltre tutto sarei io), insieme ai prodi compagni Mirko (detto Vamp) ed Eros (soprannominato, dopo un grande lavoro basato su originalità e cretività, Eros), ci siamo spezzati la schiena (sembra quasi vero) nei preparativi. Da segnalare la coraggiosa galoppata dei due mebri più giovani verso il negozio (di qui non ricordo il nome.. e comunque a voi che ve ne frega? Mica sono qui a far pubblicità io!!) a comprar tutto ciò che la missione richiedeva.. Naturalmente presi da un’incotrollabile euforia alla Art Attack, fieri nel nostro ruolo di baby McGyver, ci siamo lanciati all’assalto del povero negoziante, trascindando con noi preziosi tesori, quali spago (poi miseramente dimenticato a casa), tavole di compensato... ma dato che non sono qui per stilare liste della spesa, procederò oltre, per finire dritto dritto alla fase di preparazione che stamattina ci ha visto protagonisti. La prima fase, la più impegnativa, ha visto me alle prese con una diabolica tazzina di caffè; naturalmente la debole carne non ha resistito e, inchinatomi davanti all’immensa forza d’attrazione che la caffeina sa esercitare su coloro che le si concedono, ho sorseggiato, sconfitto, l’oscuro nettare.. Oltre a me, curioso è stato l’involontario scontro di opposti fra Mirko e Stefano; mentre ossevavo il primo rinnegare fiero qualsiasi tentazione culinaria, vedevo infatti il secondo che, con altrettanta fierezza, si apprestava a svaligiare il negozio di ogni sua più ghiotta fornitura. Usciti dall’ormai desertica pasticceria, ci siamo raccolti in un’attenta riflessione, che ci ha portati ad una comune conclusione: forse era l’ora di montare la bancarella. E così, presi da un’inspiegabile flusso di volontà (o caffeina, decidete voi) abbiamo assemblato i tavoli, là dove la piazzetta a noi gentilmente offerta dal comune, si affaccia sull’impervio fiume di persone che, ogni giovedì, straripa per le strade della città. Erette le strutture portanti della nostra base, siamo passati alla delicata terza delicata fase; il trasferimento del materiale artigianale sulle lignee strutture.. Prendendo le opere una ad una, le abbiamo disposte sul tavolo, in preda ad una sensazione che racchiudeva lo stupore per oggetti, forse mai visti, forse accarezzati mille volte, ma che sanno trasmettere, con la loro semplicità, la dedizione che si cela dietro alla mano che gli donò la vita. Arrivammo dunque alla quarta fase precedente all’azione: la preparazione dei cartelloni che, nostro malgrado, ci avrebbero classificati come Abbracciatori Gratuiti. Dopo aver constatato la mia totale incapacità di realizzare simboli capaci di ricordare le lettere dell’alfabeto, ci siamo rivolti a Stefano che, fra una chiaccherata e l’altra, ha realizzato l’etichetta che sarebbe pesa dal nostro collare per tutta la mattina..”ABBRACCI GRATIS”.. FINALMENTE ALL’OPERA
Senza cadere nelle solite battute dovute alla banalità del doppio senso, devo ammettere che per me e per Mirko era la prima volta. Una strana tensione ci avvolgeva... Provavo una certa curiosità nello scoprire come la gente avrebbe reagito a questa inedita (almeno da noi) iniziativa.. In una società che trova la sua piena realizzazione nell’individualismo e nella sfrenata concorrenza, nella fretta e nel profitto, nel’odio e nell’isolamento, gesti semplici, come un’abbraccio, diventano cupi e misteriosi, quasi alieni.. Nel processo che ci ha portati ad divenire produttori automatici di disprezzo, abbiamo dimenticato la bellezza dell’aprirsi al prossimo e il valore delle relazioni.. Come avrebbe reagito la gente? Abituata alla paura del viver comune, cosa avrebbe pensato di questi “alfieri della fratellanza”? Avrebbero forse visto in noi il delirio utopico del vecchio Aureliano Buendia nella solitudine centenaria scritta da Marquez? O ci avrebbero accolti, ben felici di vedere che c’è qualcosa oltre la disastrosa immagine di un sistema in delirio? Nella confusione che la curiosità sa generare nel noto connubio che la lega all’incertezza, vedevo in Mirko le stesse sensazioni.. Ma scorgevo in noi anche lo sgorgare di una forza, che piano piano ha preso il sopravvento; la nostra voglia di emergere dall’assordante silenzio che circonda la disumanità del nostro mondo, la voglia di riportare in superfice ciò che è stato nascosto, di farci portavoci di quella grande forza che si cela nelle belle relazioni umane, ci ha spinto a tentare il tutto per tutto.. Cosa importa in fondo l’entità del giudizio altrui, quando sai di far ciò che si deve? Sei tu che determini il tuo essere, con le tue scelte e le tue azioni.. Il pensiero negativo di chi non ti comprende non cambia la tua realtà interna; perchè dovrebbe intimorirti nella scelta del tua giusto cammino spirituale? Mentre in noi (o almeno in me) si svilluppava questo susseguirsi di stadi, si avvicinarono a noi, 3 mie vecchie conoscienze; Silvia (della quale non intendo divulgare i 347 soprannomi per ovvie ragioni di privacy... o di personale sopravvivenza, come preferite), Giulia (giovanissima amica di Silvia... se volete sapere altro chiedete a lei) e Carlotta (compagna di classe da ormai 3 anni). Considerando che il progetto degli Abbracci era top-secret, potete benissimo capire come non fosse loro intento partecipare all’iniziativa. Dopo un breve dialogo con Stefano (che io definirei senza ombra di dubbio, il miglior venditore di tutta la lucchesia), esse erano infatti ben soddisfatte di aver comprato alcuni bellissimi pezzi di artigianato.. Ma io e Mirko, fiutata l’occasione, ci siamo fiondati su di loro e, dopo averle stortite con inutili chiacchere, le abbiamo fornite di cartello, gettandole nella mischia come Abbracciatrici; dopo tutto, se proprio dovevamo morire, era meglio farlo in compagnia... Ora che avevamo raggiunto un numero sufficente per sostenere una resistenza di 3 giorni nella rocca retrostante il banchetto, potevamo buttarci.. Un bel respiro... 3...2...1.. SPLASH!!! Ci siamo buttati nel turbolento fiume umano, dove trovammo casualmente Giovanni (ragioniere in erba), esattamente come ci eravamo messi d’accordo la sera prima... Così, mentre Stefano faceva sfoggio delle sue grandi capacità nel raccogliere offerte (perchè è questo che stavamo facendo), 6 ragazzi tentavano di farsi largo a suon di abbracci.. Devo dire che all’inizio la cosa è stata un po’ imarazzante.. Ma, una volta ingranata la marcia, non avremmo più smesso.. Durante la mattinata si sono aggiunti a noi altri ragazzi e ragazze che vorrei ringraziare; Sara Noah, Eleonora, Delia, Federica, Jenny, Amanda... Poichè mi sono SICURAMENTE scordato qualcuno, prego chiunque sia stato escluso dalla lista di farmelo presente... Purtroppo il tempo che passa fa brutti scherzi... a 17, poi, è normale cominciare ad avere qualche disfunzione celebrale... Naturalmente, tutta la nostra attività, individuava il suo fulcro nella fantastica bancarella gestita da Stefano. I fondi raccolti con la vendita dell'artigianato andranno a finanziare i nostri progetti in Perù e Marocco. Un grandissimo ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito con le loro importantissime donazioni.
SENSAZIONI E CONSTATAZIONI
In generale, posso affermare con certezza che la manifestazione è andata aldilà di ogni aspettativa. A parte il grande successo riscosso dall’artigianato (record di... donazioni), dobbiamo registrare centinaia e centinaia di abbracci. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno aderito, dandoci la consapevolezza che c’è davvero qualcosa oltre l’illusione del sistema; la forza di cui parlavo è presente in tutti voi.. Tutti voi che ci avte abbracciato, che ci avete sorriso, che ci avete aiutato ed incoraggiato siete la chiara espressione di un’umanità che vive aldilà dell’odio che metabolizziamo ogni giorno.. Quell’energia che oggi si è mossa in voi, è arrivata anche a noi, dando vita alla nostra voglia di metterci in gioco contro la disumanità dell’ambiente che ci circonda... Contro l’individualismo asfissiante di quest’epoca, contro l’isolamento che ci viene imposto, noi abbiamo lanciato un chiaro NO... Consevatelo, fatelo crescere in voi e coltivatelo ogni giorno, perchè quello è un passo importante verso una nuova realtà... una realtà più umana... ALLA PROSSIMA..