Da piccoli si sa di chi si è figli, ma più tardi le cose si complicano, ai genitori naturali si sovrappongono altri fattori; diventiamo figli d'una civiltà, d'un modo di pensare, delle nostre condizioni sociali, poi cambiamo faccia e voce a seconda sentimenti che ci afferrano e del corpo che ci cresce addosso, ci costruiamo con diete e letture, ci imbestialiamo con i medesimi mezzi.
A vent'anni, del bambino che era figlio di suo papà e di sua mamma rimane soltanto un'impressione di fondo, su cui hanno potuto sovrapporsi molti ragazzi probabili.
Scopriamo così di essere figli delle nostre scelte, ovvero, e non per falsa modestia, dei nostri errori.
A. Gobetti
questo testo è stato tratto da un libro scritto da uno speleologo amico di una mia amica ho voluto condividere con voi queste parole perchè le ho trovate bellissime